Child guarantee: un programma per contrastare povertà e esclusione di bambini e adolescenti

Nel 2019 il 22,2% dei minorenni dell’Unione Europea viveva in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. In Italia il 27,7% dei bambini e degli adolescenti al di sotto dei 16 anni e il 30,5% di giovani tra i 16 e i 24 anni vivono lo stesso rischio. Il Sud resta l’area dove la povertà assoluta è più elevata: coinvolge il 9,3% delle famiglie.

Il sistema europeo di garanzia per l’infanzia – chiamato Child Guarantee – ha l’obiettivo di prevenire e combattere l’esclusione sociale e la povertà minorile ed è stato sviluppato attraverso tre fasi preparatorie:

  1. Una risoluzione emanata nel 2015;
  2. Uno studio di fattibilità completato nel 2019;
  3. Una fase di sperimentazione da condursi tra il 2020 e il 2022.

Nella terza fase, iniziata nel 2020 e ancora in corso, vengono sperimentati in sette Stati membri dell’Unione Europea (Grecia, Italia, Croazia, Bulgaria, Germania, Spagna e Lituania) programmi pilota di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale minorile. La Commissione europea ha affidato all’Unicef il compito di collaborare con le autorità competenti degli Stati durante questa fase pilota.

Nel marzo 2021 la Commissione europea ha creato una Proposta di raccomandazione, successivamente approvata dal Parlamento Europeo e adottata a giugno 2021 dal Consiglio dell’Unione Europea, entrando ufficialmente in vigore per tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea.

Il Child Guarantee è stato ideato come primo passo verso l’implementazione della più ampia strategia dell’Unione Europea sui diritti dell’infanzia. Viene raccomandato a tutti gli Stati membri di garantire l’accesso gratuito ed effettivo a servizi prioritari (cura della prima infanzia, educazione e attività scolastiche, servizi di salute, un pasto salutare al giorno) e vengono individuati 6 gruppi di minorenni considerati maggiormente a rischio: senza fissa dimora o in situazione di grave disagio abitativo, con disabilità, con problemi di salute mentale, con background migratorio o appartenenti a minoranze etniche, fuori famiglia, in contesti familiari vulnerabili.

L’Italia partecipa all’attuale terza fase di sperimentazione su due livelli di intervento: ricerca e sperimentazione di modelli di intervento.

Nell’ambito del Child Guarantee l’Unicef ha proposto ad Agevolando di collaborare alla creazione del progetto “Networking beyond, che nasce con l’obiettivo di far uscire i care leavers – considerati tra i soggetti più a rischio di marginalizzazione – dall’invisibilità rendendoli protagonisti di un cambiamento necessario.

Il progetto, avviato a novembre 2020, è coordinato da Cecilia Dante con il supporto di Samanta Ferri insieme all’Unicef. Coinvolge in particolare il Care Leavers Network Italia di Agevolando.

“Per noi è davvero un orgoglio e una responsabilità partecipare a questo progetto e ringraziamo Unicef per averci coinvolto in un’avventura dove cercheremo di rendere sempre più i ragazzi e le ragazze protagonisti e far sentire la loro voce ancora più forte in Italia e in Europa”, è il commento di Cecilia Dante.

Per approfondire i temi del Child Guarantee:

Foto dal sito: www.unicef.it 

Il programma è finanziato dall’Unione Europea. 

 

 

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