Care leaver in quarantena: i racconti di Andrada, Andrea e Ottman

Come stanno vivendo questo momento i ragazzi care leaver? È un tempo difficile e complesso per tutti, spesso ancora di più per chi è da solo o da sola, non ha adulti su cui contare oppure ha una famiglia che vive delle difficoltà.

Ma, come sempre, i ragazzi care leaver sono pieni di risorse, hanno avuto storie difficili e per questo usano la loro resilienza anche per affrontare questo momento e viverlo al meglio, per quanto è possibile.

C’è Andrada, per esempio, che vive a Trento, e utilizza il suo talento per l’arte e per il disegno per esprimersi. “Disegnare mi aiuta a dare forma e senso a quello che provo. Mi impegno ogni giorno con tutta me stessa per essere forte e libera, nonostante le mie fragilità”, ci spiega.

Andrea ha solo 19 anni ma le idee chiare. Lei vive a Bolzano, da un anno circa è tornata a vivere in casa con la sua mamma. “Certo la convivenza dopo tanti anni trascorsi fuori casa è difficile, ho dovuto ritrovare un equilibrio”, ci racconta. “Mi aiuta fare sport e attività fisica anche in casa per canalizzare le mie energie. Poi mi piace leggere, guardare serie tv su Netflix, sentirmi con gli altri ragazzi e ragazze. Se posso dare un consiglio è quello di non forzarsi eccessivamente o non sentirsi per forza in dovere di fare tante cose. Ascoltarsi in profondità e fare quello che ci si sente e che è più giusto per noi in questo momento”.

Ottman invece vive ancora in una comunità ad alta autonomia, a Casale in provincia di Alessandria. Anche lui ha trovato un modo per esprimersi molto efficace: la scrittura. E si sente di consigliarlo anche ad altri ragazzi e ragazze. Ecco quello che ci scrive: “Ormai ho perso il conto da quanto tempo siamo confinati in casa, inizio a sentirmi debole a livello psicologico faccio fatica controllare le mie emozioni. Devo sfogarmi, più di tanto non so che fare oltre al workout in casa e la meditazione. Ogni tanto però scrivo, non l’avrei mai detto ma si mi aiuta a sfogarmi, metto nero su bianco quello che penso. Pensare in questo periodo lo sto facendo troppo, mi si sta consumando la mente a forza di pensare, vecchi ricordi che riemergono senza alcun motivo apparente, rimuginarci sopra non so se mi faccia bene o no ma per sicurezza lo scrivo. Non sono qui per dirvi per forza di scrivere e di mettere per iscritto quello che pensate o provate… Ma provate, magari sono l’unico in questo periodo a cui accadono ste cose, penso che ognuno abbia qualcosa da dire, qualcosa da scrivere, qualcosa per cui valga la pena soffermarsi giusto il tempo di scriverlo… Apritevi con voi stessi, imparate a conoscervi e non vergognatevi: siate voi stessi, non dovete dimostrare niente a nessuno, datevi tempo ora che potete, riflettete, pensate, ascoltatevi e se avete qualcosa per cui vale la pena soffermarsi scrivetela”.

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