Intervista a Vero e Poz, ultramaratoneti alla 100 del dono!

La 100 del dono “è stata una figata di giornata”. Le parole di Veronica hanno riassunto perfettamente la giornata di sabato 10 ottobre in cui lei e Giovanni, per tutti Poz, hanno corso una ultramaratona di 100km per Bologna e dintorni con raccolta fondi destinata interamente a 7 associazioni. Tra queste, anche Agevolando.

A freddo, con le gambe meno dure e corse mattutine all’alba che sono riprese, con l’obiettivo minimo dei 10.000€ di raccolta fondi raggiunto, ma le emozioni ancora vive, abbiamo voluto far loro alcune domande. E ci hanno raccontato queste cose.

Cosa avete pensato quando vi siete alzati -ben prima dell’alba- sabato mattina e quando siete poi arrivati alla Certosa per partire?

Vero: Sabato mattina ho spento le prime due sveglie, a letto in fondo si stava bene, «ancora un po’» mi ripetevo, «la giornata è lunga». Ho pensato a fare ordine: ristori in ordine, le borse da chiudere, un check finale e via. Quando parto per una corsa non penso a niente, tempo per farlo ne avrò durante la corsa.

Poz: Non devo svegliare nessuno… No, a parte tutto il pensiero è stato «Oh finalmente si corre». Arrivato alla Certosa ho capito che era tutto vero, che stava veramente per accadere, vedere Veronica è stato strano, anche perchè non potevamo abbracciarci… fortuna che c’erano ancora tante cose da fare e non c’era tempo per la commozione.

100km in 7 tappe per 7 associazioni coinvolte: se doveste dire i 7 momenti più emozionanti della giornata quali direste?

In ordine sparso…

1. La partenza, il sole davanti, il silenzio di Poz che diceva più di mille parole;

2. Il cambio dei primi capitani, c’erano davvero tutti ed erano puntuali e sorridenti;

3. la fine della prima salita a Mongardino, niente più paura delle salite;

4. la visione da lontano di una curva verde “Andrea e i corsari della Maratona” che ci aspettavano a San Biagio;

5. il 50° km, il lettino pronto per il massaggio e l’unico momento in cui ho preso il cellulare e inviato un audio di poche parole al mio fidanzato Vincenzo «sto bene, siamo a metà»

6. la Maty e Lucia che aspettano Poz in via Saragozza commosse e orgogliose e il viso di Poz che tratteneva le lacrime dalla felicità

7. l’arrivo al cancello di San Michele con tutti gli albisti ad aspettarci, mi hanno fatto commuovere;

8. la fine, Poz che mi chiede di camminare in Via del Pratello e la scorta Pink della fondazione Umberto Veronesi.

(Le risposte sono di Vero, condivise da Poz, perchè hanno condiviso 100km, mesi di preparazione e ci sta che anche le risposte lo siano. Eh, sì, ne è scappata una più delle 7, ma è bello così. Che si siano già messi avanti per una prossima 100?)

Momento in cui avete maggiormente sentito la fatica?

Vero: il passaggio alla mezza maratona, i capitani avevano inconsapevolmente aumentato il ritmo programmato, mi sono chiusa nel silenzio tanti minuti, avevo bisogno di ritrovarmi e abbassare i battiti cardiaci.

Poz: 55esimo km, 15km che spingevo Matilde sul passeggino (tutti in piano eh) ma avevo sottovalutato ampiamente la cosa. Fortuna che ripartiva la salita e tornavamo a camminare e respirare un attimo.

Momento al quale ripensandoci a posteriori vi viene da ridere?

Vero: Mongardino, fine della prima salita. Incontriamo dei ciclisti e gli raccontiamo cosa stiamo facendo e perché. Uno di loro ci risponde “ma lo fate spesso?” volevo buttarmi per terra e rotolare in discesa dalle risate.

Poz: i 10 minuti sulla seconda salita quando è successo di tutto: Ada che rompe la bici, Sabry con l’unica bici di supporto rimasta che per stare al nostro passo cade e come un bambino che ha paura dei rimproveri dei genitori prima ancora di rialzarsi urlava «Tutto bene, tutto bene!»

Si è detto di come è nata l’idea, meno di come è stata preparata: ce lo raccontate?

Vero: Ho fatto una cosa nuova: mi sono rivolta ad un allenatore Enea Monaco. Piccola premessa: parte del merito di questa scelta è anche di Poz: non ho mai fatto lunghi, tabelle, mai avuto un coach. Giovanni da gennaio mi ha aiutato a fare ordine, dandomi una tabella da amico che condivideva con me soprattutto durante i lunghi del weekend. Ho preso la cosa seriamente: ho seguito come un sergente quanto diceva il coach, alternando bici e nuoto alla corsa, per variare e non annoiarmi. Sono arrivata a fare 9/10 allenamenti alla settimana con un carico di circa 15 ore settimanali (lo stretching non è compreso in questi minuti, insomma era scontato farlo). Enea ha lavorato in sinergia con Lorenzo, il mio nutrizionista, per arrivare alla 100 con la migliore forma fisica possibile e con un’alimentazione studiata nel dettaglio.

Poz: l’idea è nata in maniera molto genuina: io i 100 te li faccio fare comunque, anche se hanno annullato la tua gara, a costo di farli in giro per Bologna, però corro anche io e lo facciamo per beneficenza. Lato allenamento ho fatto tutto da solo come l’anno scorso quando ho fatto il passatore. Ho voluto correre tanti km ma senza grandi lunghi per problemi di logistica familiare col piccolo Cesare da gestire; quindi poche uscite oltre i 30km ma tanti km settimanali, a Settembre ho corso 400km, il mio record 😉

Quanti gruppi whatsapp diversi avete creato per organizzare la 100?

Vero: 5 logistica, comunicazione, capitani, associazioni, gruppo con tutta la crew.

Poz: Confermo 😉 oltre alla chat tra noi due che era infuocata.

Un desiderio (non segreto, cioè che può uscire dal cassetto) che volete raccontare? E un obiettivo legato alla corsa?

Vero: Un giorno mi piacerebbe fare un Ironman full (3.8 km di nuoto, 180 km di bici e 42.195 km di corsa). L’obiettivo della corsa rimane uno al momento: conquistare il piatto a Faenza, vuol dire aver concluso 5 volte il Passatore, con una prestazione che rimane segreta 🙂

Poz: Il sogno non segreto è che questo modo di vivere la corsa e lo sport diventi una costante. Non ho voglia di pensare ad un obiettivo sportivo (che non sarà mai una vittoria) senza un obiettivo benefico. Legato alla corsa mi piacerebbe fare il Passatore con Matilde in passeggino, per ora lei si diverte ma non abbiamo mai fatto più di 35km insieme quindi dipenderà molto da lei e sono consapevole che il rischio ritiro sarà altissimo perchè se lei non ne avrà più voglia si smette.

Ci regalate un pensiero su Agevolando, una delle 7 sorelle coinvolte?

Vero: Non conoscevo Agevolando, ma conoscevo Gastone: «incredibile» direbbe Poz, «conosci tutti!» E’ stata una piacevole scoperta a due passi da casa mia. Progetti che fanno bene al cuore e meritano di essere conosciuti anche fuori!

Poz: Agevolando per me è Tommy. Era mio fratello, origini indiane, con noi da quando aveva 6 mesi e pesava pochi kg. Esempio di Care leaver che nonostante conoscesse molto meglio il bolognese dell’inglese ha sempre combattuto contro le difficoltà di sentirsi di troppo in un paese che amava e che lo amava, ma purtroppo continuano a fare più rumore 5 “stupidi” (mi auto censuro) che 1000 che fanno del bene. In Agevolando abbiamo (come famiglia) trovato qualcuno che cerca di fare più rumore di quei 5 e aiutare concretamente.

La corsa è stata portata a termine, l’obiettivo minimo dei 10.000€ è stato raggiunto ma la raccolta fondi però non è finita…

Vero: E’ possibile donare fino al 25 Ottobre! Chi aveva un minimo dubbio sulla riuscita della 100 km, sull’obiettivo minimo, adesso non ha scuse 🙂 Può decidere di aiutare 7 associazioni in un colpo solo, non importa la cifra: anche la più piccola diventa importante! Donate, donate, donate! Far del bene fa bene al cuore!

Poz: Non è finita e non finirà mai… #staytuned

 

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