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Ousmane: “Vi ringrazio perchè non do nulla per scontato”

Nella foto Ousmane e i ragazzi e i volontari di Agevolando Ravenna nell’appartamento di Lido Adriano

Il mio viaggio è lungo e tragico, non lo dimenticherò mai e mai dimenticherò il volto dei miei compagni di viaggio, le grida delle persone e i pianti delle donne.

Sappiamo bene che viaggiare vuol dire spostarsi da un luogo all’altro.

Sono partito con un amico e abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, poi ci siamo separati. E’ stata dura per entrambi ma soprattutto per me perché essendo lui il più grande mi sentivo protetto. Arrivato in Libia ho capito da subito che quello non era un posto sicuro, potevano attaccare in qualsiasi momento.
Quando sono arrivato in Libia non avevo idea di che cosa poteva accadere.

Sembrava tutto facile e ho provato ad attraversare il mare per la prima volta: non ci siamo riusciti e sono morti uomini, donne e bambini. Pochi si sono salvati grazie all’aiuto del Signore.

Dopo ci hanno mandato indietro e ho fatto due mesi di prigione: tanta fame e  maltrattamenti. Dopo ci hanno chiesto i soldi per uscire, ho pagato e sono uscito.

Ho cominciato tutto da capo e per la seconda volta…riproviamo.

Si parte con qualsiasi mezzo disponibile: gommoni, barche, grandi o piccole, buone o cattive per la navigazione. Non importa….basta che siano in grado di navigare fino alle coste di Lampedusa, tanto sono poi da abbandonare.

Sono riuscito ad arrivare in Italia, paese che sognavo tanto, a Lampedusa, il 18 gennaio 2015.

Sono stato ospite in una comunità per minorenni ad Agrigento, dove ho fatto un percorso indimenticabile: ho frequentato la scuola fino alle medie e dopo aver compiuto 18 anni mi hanno trasferito nello Sprar adulti a Ravenna. Qui ho trascorso un anno e mezzo e ho fatto un splendido percorso; tutti i miei operatori sono contenti di me.

Sono entrato nell’associazione  di Agevolando il 5 settembre 2017 e ora abito in una casa con altri ragazzi a Lido Adriano. Fino d’ora mi trovo bene e uso questo tempo per trovare un lavoro con contratto. Intanto faccio il mediatore culturale, visto che parlo tante lingue.

Vi ringrazio sempre perché non do nulla per scontato. Viva Agevolando.

La vita però è dura in generale perché penso che, pur essendo arrivato in Italia (che penso sia una terra libera e democratica) serve comunque sacrificio per vivere, anche se lontano dalla schiavitù e dagli orrori umani.
I viaggi danno una grande apertura mentale, il viaggio infatti serve a conoscere e a conoscersi.
Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo“.

Testimonianza a  cura di Katia Dal Monte (segretaria nazionale di Agevolando
e referente di Agevolando Ravenna)

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