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AGEVOLANDO promuove un OdG per cambiare la vita di migliaia di ragazzi che vivono fuori dalla famiglia d’origine

COMUNICATO STAMPA:

AGEVOLANDO PROMUOVE UN ORDINE DEL GIORNO PER CAMBIARE LA VITA DI MIGLIAIA DI RAGAZZI CHE VIVONO FUORI DALLA FAMIGLIA D’ORIGINE

Bologna, 23 Settembre 2014

Domani, Mercoledì 24 Settembre p.v., è prevista la discussione del Jobs Act, riforma del lavoro, nell’Aula di Palazzo Madama a Roma e, in quello stesso contesto, sarà anche presentato e votato un Ordine del Giorno che può contribuire a cambiare la vita di migliaia di ragazzi che vivono fuori dalla famiglia d’origine, impegnando il Governo a reperire le risorse necessarie per attuare un piano strategico finalizzato all’inclusione lavorativa di questi giovani.

I dati ufficiali parlano di 29.388 bambini e ragazzi fuori dalla famiglia d’origine. Nel 37% dei casi l’allontanamento è stabilito per inadeguatezza genitoriale, ossia per incapacità gravi di rispondere ai bisogni dei figli. Nel 12% per maltrattamenti e incuria più abuso sessuale o violenza. Nel 9% per problemi di dipendenza da sostanze di uno o entrambi i genitori.

L’Ordine del Giorno mira ad evitare che migliaia di ragazzi tra quelli in uscita o usciti dai percorsi di accoglienza in comunità e/o affido (si stimano in circa 3000 ogni anno) permangano in condizioni di svantaggio sociale e si trovino nuovamente in una situazione di “abbandono”. Il tasso di disoccupazione fra le giovani generazioni è molto alto e i giovani in età lavorativa cresciuti al di fuori della famiglia o senza la stessa, sono particolarmente penalizzati. Una situazione certamente peggiorata dalla crisi economica.

Con l’approvazione di questo OdG, si potrà evitare che questi giovani vengano discriminati sul piano delle opportunità di accesso al mercato del lavoro, perché troppo spesso non hanno la possibilità, al compimento del 18esimo anno di età di finalizzare il percorso di superamento delle ripetute esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia.

Non prevedere interventi ad hoc per questi giovani – e quindi non votare l’Odg – significa anche non dare seguito ad un rilevante investimento che lo Stato e gli Enti Locali hanno di fatto già erogato e che abbiamo stimato in 250.000 euro per bambino/ragazzo inserito in un percorso di tutela fuori dalla propria famiglia d’origine.

L’Odg è stato presentato dalle Senatrici Silvana Amati e Daniela Valentini e promosso da alcune Onlus occupate nella difesa e promozione dei diritti di bambini e ragazzi che vivono fuori dalla famiglia d’origine. Tra le altre, oltre ad Agevolando, anche Terra dei Piccoli Onlus, da anni impegnata in azioni di sensibilizzazione politica attorno a queste tematiche.

“Il nostro auspicio è che i senatori esprimano voto favorevole a questo Odg” – spiega il presidente di Agevolando, Federico Zulloe che il governo possa davvero (e finalmente) impegnarsi in modo concreto sul tema dei ragazzi fuori famiglia e intervenga efficacemente sulle cause di svantaggio ed emarginazione, garantendo un piano strategico per la loro reale inclusione sociale e lavorativa. Non è possibile che i giovani più vulnerabili, quelli che non tornano a casa dai loro genitori la sera, debbano essere considerati nelle stesse condizioni dei coetanei che vivono in famiglia: è così difficile rendersi conto di questa evidentissima differenza?”.

Ufficio stampa Associazione Agevolando
Silvia Sanchini
ufficiostampa.agevolando@gmail.com
370.3042204

Agevolando ONLUS nasce nel 2010 su iniziativa di ex-ospiti di comunità per minori “fuori famiglia” ora impegnati attivamente nel sociale. Obiettivo principale dell’associazione è quello di valorizzare e sostenere giovani ex-ospiti di comunità per minori e/o di famiglie affidatarie attraverso la promozione della loro partecipazione individuale e sociale. www.agevolando.org

Un pensiero su “AGEVOLANDO promuove un OdG per cambiare la vita di migliaia di ragazzi che vivono fuori dalla famiglia d’origine

  1. Sono un’assistente sociale e sono assolutamente d’accordo con la vostra proposta.
    Se ci sembra impensabile che un ragazzo cresciuto in famiglia si butti nel mondo a 18 (o 21) anni, come possiamo pensare che ce la faccia un ragazzo con dei trascorsi ben più problematici? chiediamo un surplus di responsabilità e competenza proprio a chi ha avuto un percorso più accidentato…

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