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La voce di operatori e ragazzi alle istituzioni. Il resoconto della conferenza del 27 giugno a Milano

 

Si è svolta giovedì 27 giugno dalle 9,30 alle 13,30, a Milano presso Casa dei Diritti del Comune di Milano la conferenza regionale dal titolo“L’accoglienza etero-familiare e il «leaving care» visti con gli occhi dei ragazzi e dei professionisti del settore: spunti di riflessione e sollecitazioni per i decisori”.

Un importante momento di riflessione e restituzione degli esiti di due percorsi che – in parallelo – sono stati realizzati sul territorio regionale: il “Care Leavers Network Italia” e “Leaving Care”.

Il “Care Leavers Network Italia” è un network nazionale promosso dall’associazione Agevolando in collaborazione con Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) e con il contributo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali composto da ragazzi e ragazze tra i 16 e 24 anni che vivono o hanno vissuto parte della loro vita “fuori famiglia” (comunità di accoglienza, casa famiglia, affido), coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva.

Attraverso il progetto “Leaving care”, co-finanziato dalla Commissione Europea, SOS Villaggi dei Bambini vuole contribuire – con un modulo formativo implementato quest’anno in tre città italiane – allo sviluppo delle competenze di professionisti che lavorano con giovani in uscita da percorsi di accoglienza fuori famiglia, affinché possano prepararli al meglio per una reale partecipazione ad una dignitosa vita adulta all’interno della società in cui vivono.

La conferenza si è aperta con i saluti di Paolo Formigoni, Dirigente U.O. Politiche di inclusione sociale e integrazione, sviluppo delle formazioni sociali, disabilità di Regione, Federico Zullo, presidente associazione Agevolando e Roberta Capella, Direttore di SOS Villaggi dei Bambini Italia.

Samantha Tedesco, Responsabile Area Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini, ha presentato il Progetto Leaving Care, grazie al quale in collaborazione con il Comune di Milano 40 operatori hanno ricevuto una formazione in accompagnamento all’autonomia. Le loro Raccomandazioni inoltre sono state raccolte e – insieme a una delle assistenti sociali che hanno partecipato al percorso formativo, Laura Fincato – portate all’attenzione delle Istituzioni presenti al fine di migliorare le politiche e le prassi a livello locale, regionale e nazionale:«All’interno dei Villaggi SOS sono molte le iniziative e i progetti che hanno l’obiettivo di accompagnare all’autonomia i care leavers. Da un lato lavoriamo con i ragazzi aiutandoli ad acquisire le competenze professionali e relazionali necessarie alla transizione alla vita indipendente. Dall’altro lavoriamo con gli operatori dell’accoglienza per consolidare le competenze che mettono al servizio dei giovani in uscita. Ilnostro impegno del resto non è rivolto solo ai bambini e ai ragazzi accolti nei Villaggi SOS ma a tutti i care leavers, nessun escluso».

A seguire Diletta Mauri, Coordinatrice del Care Leavers Network Italia, con Nadia Agnello e i ragazzi e le ragazze del Care Leavers Network della Lombardia hanno portato le loro riflessioni sui percorsi di accoglienza in comunità, affido e casa-famiglia e su cosa accade al termine di questi percorsi, quando i ragazzi devono cavarsela da soli.

Sei emozionanti lettere ad altrettanti interlocutori: un giudice, un’assistente sociale, un responsabile dei servizi sociali, un’equipe di educatori, una psicologa, accompagnate dalle Raccomandazioni dei ragazzi.

I care leavers chiedono ai professionisti di essere “preparati, motivati, presenti” e di saperli ascoltare in modo autentico: “Non potete capire che cosa stiamo vivendo ma provate a mettervi nei nostri panni e provate ad aiutarci il più̀ possibile, ascoltandoci e standoci accanto. Sarebbe bello sentirvi chiedere spesso “come stai” e “come va”, è importante sapere che vi interessate a noi! Spesso siete il nostro unico punto di riferimento. Fateci sentire persone e non numeri”.

Hanno risposto alle loro sollecitazioni e si sono assunti impegni: Stefano Benzoni, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta, Anna Maria Caruso, Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Milano, Liviana Marelli, Referente Cnca per Infanzia, Adolescenza e Famiglie, Francesca Codazzi e Maria Carbone, referenti del gruppo tutela minori e famiglia del Croas Lombardia, Silvia Zandrini, coordinatrice servizi sociali 2°liv. e specialistici settore politiche sociali – Area territorialità, Comune di Milano. A moderare Sara De Carli, giornalista di Vita non profit.

Conclude Federico Zullo:“ È stato un evento molto ricco e denso che conferma l’importanza del lavoro che come organizzazioni stiamo facendo e quanto è importante che i ragazzi possano portare le loro riflessioni e confrontarsi in un setting dove sentirsi liberi e sereni nel condividere la propria esperienza”.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con: Fondazione Casa della Carità G. Abriani, coop. Comin, coop. La Grande Casa, associazione Gruppo di Betania, Villaggio SOS di Saronno, L’Albero della vita, coop. Diapasone con il supporto di Casa dei Diritti e Commissione Europea.

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