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“La sfida dell’uguaglianza”

 

Come Rabby, dona il tuo 5×1000 ad Agevolando

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Sono state 136 le persone che nel 2016 hanno scelto Agevolando come realtà a cui destinare il 5×1000 al momento della dichiarazione dei redditi (dati Agenzia...

 
Sulle orme dell’autonomia. Convegno a Rovigo in memoria di Chiara Grillo

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Si svolgerà venerdì 8 giugno a Rovigo il convegno promosso dall’Ordine degli assistenti sociali del Veneto e dall’Associazione nazionale degli assistenti...

 
Save the day: 23 giugno 2018 AgevolanDay a Saronno

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“AgevolanDay” è la festa annuale itinerante di Agevolando. Un’occasione di divertimento e incontro per i ragazzi che vivono in comunità o in affido in Italia...

 
Concluso il Care leavers day 2018. Abbiamo portato Agevolando nelle strade delle nostre città

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In Italia circa 30.000 bambini e ragazzi crescono in comunità, affido o casa-famiglia. 3.000 ogni anno terminano il loro percorso e devono cavarsela da soli. Agevolando...

 
 
Questa mattina a Roma alla Camera dei deputati è stata presentata la Relazione annuale dell’Autorità Garante Infanzia e Adolescenza, dal titolo “La sfida dell’uguaglianza”.
Tra le tante sottolineature del rapporto, la dr.ssa Filomena Albano ha fatto riferimento anche al tema dei ragazzi fuori famiglia con queste parole”Penso a tutti i ragazzi cresciuti fuori famiglia che hanno diritto ad essere accompagnati nel loro percorso di uscita dal sistema di protezione dello Stato e festeggiare come gli altri il compleanno dei 18 anni”.
A rappresentare l’esperienza dei care leavers la nostra Elisa, che ha raccontato la sua storia e la sua esperienza di uscita dai percorsi di tutela:

Il mio percorso in comunità fin da subito l’ho preso molto bene… ero felice di esserci entrata perché sentivo che c’erano delle persone che volevano prendersi cura di me, cosa che non succedeva a casa. Vivo in comunità da 8 anni e ho visto entrare e uscire tante persone. Quando ero entrata nella comunità di Trento, l’ equipe era formata da 3 educatori e non da 7 educatori come purtroppo è formata oggi. Avendo potuto provare entrambe, io, mi sono trovata meglio quando l’ equipe di lavoro era formata da 3 educatori perché mi ha dato molta più stabilità vedere sempre gli stessi educatori invece che vederli ruotare e ogni giorno trovarsi a dover confrontarsi con una persona diversa. questo delle volte mi crea confusione…Una cosa che mi ha sempre aiutata tanto è stato avere la possibilità di confrontarmi con persone della mia età che avevano vissuto/stavano vivendo anche loro, come me, un percorso fuori famiglia.Vivendo in comunità chiaramente ti senti diverso dagli altri, e lo sei, e non intendo per forza di cose una diversità negativa può essere anche positiva però è pur sempre una diversità oggettiva, con cui mi sono sempre dovuta confrontare nel momento in cui i ragazzi della mia età iniziano a parlare delle loro famiglie io non posso farlo…Però è molto divertente quando tra coetanei che vivono fuori famiglia come me e vivono in comunità diverse dalla mia ci si confronta sulle regole e sugli orari.La voce di noi ragazzi è molto importante che venga ascoltata secondo me, perché siamo noi i protagonisti che vivono sulla  propria pelle le decisioni che prendono tutti: educatori, assistenti sociali, tutori e giudici, quindi penso che il nostro punto di vista sulle decisioni importanti e non, sia essenziale per permettere a voi di migliorare il vostro intervento e essenziale per noi ragazzi per migliorare la nostra vita.

 
Grazie alla Garante per averci coinvolto in questa prestigiosa occasione e per la nuova opportunità #perfarciascoltare!
Grazie a Elisa per aver portato la voce e l’esperienza di centinaia di ragazzi e ragazze!
 

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