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I ragazzi fuori famiglia: “No all’allontanamento zero”

È in atto un preoccupante movimento nella regione Piemonte che intende promuovere un Ddlr dal titolo “Allontanamento zero” per azzerare gli allontanamenti dei minori dalle loro famiglie. Un gruppo di associazioni e realtà ha dato vita al comitato “Zero allontanamento zero” per difendere il sistema di tutela minori.

Dopo l’assemblea pubblica che si è svolta lo scorso 6 febbraio, e dopo una serie di audizioni tra cui anche quella di tre rappresentanti dell’associazione Agevolando lo scorso 21 gennaio, le associazioni hanno in programma una manifestazione che si svolgerà sabato 15 febbraio 2020 in piazza Carignano a Torino dalle 15,30.

Anche Agevolando, associazione che rappresenta centinaia di giovani care leaver (ragazzi cresciuti in affido, comunità o casa-famiglia) ha scelto di aderire.

La decisione è stata presa anche a partire dall’esperienza e dalla testimonianza diretta di molti degli stessi ragazzi.

Dicono, ad esempio, Davide e Stefano, care leaver del Piemonte“Le esperienze di accoglienza fuori famiglia sono percorsi complessi, faticosi che all’inizio possono essere accettati con difficoltà, a volte con rabbia, ma che, con un supporto adeguato e personalizzato, possono aiutare a uscire da situazioni anche rischiose e a sviluppare la propria autonomia”.

Ha aggiunto Maria“Sembra girare tutto intorno alla questione economica, ma in realtà i problemi spesso sono altri e non bastano i soldi per rendere una famiglia felice e adeguata”.

I care leaver dell’associazione Agevolando hanno anche redatto un documento che si rivolge ai giornalisti e al mondo dell’informazione e che si occupa di queste tematiche. Scrivono i ragazzi: “I genitori in difficoltà vanno aiutati ma prima di tutto vanno protetti i bambini e i ragazzi che vivono situazioni di grande difficoltà. Se ci sono comunità o case-famiglia che non funzionano o dove sono stati commessi degli abusi vanno individuate e denunciate. Ma non è giusto generalizzare.

Vorremmo che fosse raccontata anche la realtà di tutte le persone che lavorano per noi tutti i giorni, come educatori e assistenti sociali, e che non venissero colpevolizzati per cose che non sono vere. Ci piacerebbe che fosse apprezzato il duro lavoro che devono fare ogni giorno affrontando storie di vita difficili e molto delicate”. E concludono: “Noi vorremmo far notare che a molti ragazzi, compresi noi, quello che chiamano “business” delle case-famiglia ha salvato la vita. Ci ha allontanato da ambienti pericolosi e poco sani. Non sempre, purtroppo, i genitori sono in grado di pensare ai figli e di fare le cose per il loro bene”.

Agevolando ribadisce l’importanza di aiutare e sostenere le famiglie, ma senza mai perdere di vista la necessità di tutelare e proteggere bambini e ragazzi.

Conclude con queste parole Almas Khan, care leaver e vice presidente di Agevolando: “Il consiglio direttivo di Agevolando ha deciso di partecipare, assieme ad una rete di organizzazioni sensibili all’argomento al Comitato “Zero allontanamento zero” per contrastare questo disegno di legge e far sì che il provvedimento non si diffonda a macchia d’olio (una simile proposta di legge è già stata fatta anche in Emilia-Romagna) portandoci via il diritto di vivere in un posto migliore se la nostra famiglia d’origine non può esserlo”.

Per informazioni e contatti:

Sonia (torino@agevolando.org)
Giorgio (cln.piemonte@agevolando.org)
comitatozero.allontanamentozero@gmail.com

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