BlogEventi

Diventare grandi dopo l’affido, per i ragazzi un’opportunità di crescita

Come reputano l’esperienza di affido e accoglienza in comunità e casa-famiglia i ragazzi che hanno vissuto questa esperienza e raggiunto la maggiore età? Per 8 ragazzi su 10 è stata un’ancora di salvezza da situazioni altrimenti senza uscita e l’occasione per costruire legami importanti (87%).

È quanto emerge dalla ricerca presentata da Valerio Belotti (Università di Padova) e Diletta Mauri (Università di Trento) che ha coinvolto quasi 400 care leaver: una fotografia che mostra come per questi giovani i percorsi in comunità residenziale e in affido siano stati decisivi nell’offrire nuove opportunità di vita (94%) 

Quasi 200 ragazzi coinvolti nel progetto “Care Leavers Network”, in 13 regioni d’Italia. Il progetto è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e realizzato dall’associazione Agevolando in collaborazione con il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca).

Una rappresentanza di giovani cresciuti in comunità, affido e casa-famiglia – tecnicamente “care leaver” – ha incontrato mercoledì 29 gennaio presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati il presidente Roberto Fico. È stata l’occasione per fare il punto sui percorsi di accoglienza di chi cresce fuori dalla famiglia di origine e sulla transizione all’autonomia raggiunti i 18 anni d’età.

Un nuovo impegno concreto in ambito legislativo che riguarda questi giovani: un emendamento dell’onorevole Emanuela Rossini, per una misura che vada a integrare e prolungare il Fondo per i ragazzi care leaver ad oggi rivolto alla fascia d’età 18-21 anni, fino a 25 anni.

Un gruppo di care leaver ha presentato nell’occasione una serie di 12 Raccomandazioni rivolte a istituzioni, professionisti, giornalisti e cittadini. Tra queste i ragazzi chiedono “informazioni chiare, disponibilità, ascolto e partecipazione”. E aggiungono: “Nessuno diventa adulto a 18 anni, non chiedetelo anche a noi”.  

A rispondere alle loro sollecitazioni Giulia Di Piazza, Ministero del lavoro e delle politiche sociali; Emanuela Rossini, deputata, Commissione politiche europee; Giovanna Messere, Ufficio dell’Autorità garante infanzia e adolescenza; Maria Francesca Pricoco, Presidente associazione nazionale dei magistrati per i minorenni e la famiglia; Gianmario Gazzi, Presidente Consiglio nazionale ordine assistenti sociali; Arianna Saulini, gruppo CRC e Luigi Mangieri, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza.

Per Agevolando sono intervenuti Cecilia Dante, Maria Chiara Vita Finzi e il presidente Federico Zullo. In anteprima nazionale presentata dall’agenzia Bit Purple una app dedicata ai care leaver che si chiamerà “Agevol’Up”.

L’evento è stato realizzato con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali e con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi e in collaborazione con Istituto degli Innocenti, Coordinamento nazionale comunità per minori (Cncm), Opera nazionale per le Città dei Ragazzi, Percorsi di cittadinanza, Sos Villaggi dei Bambini, Cismai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *