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Dal nostro punto di vista

L’esperienza di Agevolando alla tre giorni del CNCA del Veneto: “Percorsi aperti”

Anche Agevolando ha preso parte dal 5 al 7 Settembre scorsi alla terza edizione dell’evento promosso dal gruppo Reti Famiglie Aperte del CNCA del Veneto: “Percorsi aperti”. Una tre giorni tra Padova e Ca’Roman (a metà strada tra Venezia e Chioggia) che si inserisce nel più ampio percorso del Laboratorio Cittadini Accoglienti (http://www.cnca.it/laboratoriocittadiniaccoglienti.blogspot.it), un’iniziativa nata per confrontarsi sul tema dell’accoglienza dal punto di vista dei professionisti del settore, delle famiglie e degli stessi ragazzi accolti (http://www.cnca.it/comunicazioni/news/2125-dal-nostro-punto-di-vista).
Non poteva quindi mancare su quest’ultimo aspetto il contributo specifico della nostra associazione che ha partecipato all’evento rappresentata dal presidente Federico Zullo, dalla consigliera nazionale Jenny Calzolari e da altre tre giovani socie dell’associazione.
L’edizione 2014 si è aperta con un Seminario organizzato dal CNCA del Veneto e dall’Università di Padova con un titolo dal forte impatto: “Dal nostro punto di vista. L’agency e la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi nei percorsi di protezione e di cura”. Un gruppo di ragazzi provenienti da tutta Italia ha avuto la possibilità di far sentire la propria voce sul tema dell’accoglienza in comunità, presentando diverse esperienze e rispondendo alle domande del pubblico in sala. Solo alla fine del seminario e dopo aver ascoltato i ragazzi le autorità presenti (il pubblico tutore dei minori del veneto Aurea Dissegna e il Dirigente del Settore Famiglia della Regione Veneto George Louis Del Re) hanno sviluppato riflessioni e considerazioni.
Un esercizio importante di ascolto non solo nella forma, ma anche nel contenuto.
Il lavoro è poi proseguito presso l’Oasi di Ca’Roman con attività laboratoriali per continuare a riflettere sul tema dell’ascolto, dell’agency e della partecipazione attiva. Presenti più di 200 persone tra operatori, famiglie affidatarie, referenti dei servizi pubblici, bambini e ragazzi.
Chiediamo a Jenny di raccontarci le sue impressioni su questa tre giorni.

Quali sono stati i temi per te più significativi emersi in queste giornate?
È stata una tre giorni davvero intensa e stimolante. L’aspetto per me più interessante è stato quello di vedere le autorità presenti rendersi davvero conto della realtà dell’accoglienza di bambini e ragazzi in comunità ascoltando il punto di vista specifico dei ragazzi. Questo modo di dialogare e di ascoltarsi accorcia le distanze ed è a beneficio di entrambe le parti. Le istituzioni possono infatti conoscere davvero dall’interno una realtà che spesso conoscono solo in teoria e capire meglio il senso di un percorso di cura. Allo stesso modo ascoltare i ragazzi e chiedere il loro parere li aiuta a sentirsi maggiormente responsabilizzati, a sviluppare un pensiero critico e a non farsi scivolare addosso le cose.

Questo credi che sia utile anche per gli educatori che lavorano in comunità?
Assolutamente. E lo dico sia da ragazza ex ospite di una comunità di accoglienza sia per l’esperienza da educatrice che vivo oggi. È importante che i ragazzi si sentano liberi di esprimere cosa provano, cosa sentono, come percepiscono gli educatori… Non basta offrire dei servizi, è necessario un ascolto attivo. Questo vale anche per gli assistenti sociali: capita a volte che i ragazzi debbano subire le loro scelte, credo che invece il punto di vista dei ragazzi meriti ascolto e considerazione nelle decisioni più importanti che li riguardano.

Che cosa porti a casa da queste giornate?
Mi è piaciuto molto il lavoro presentato dai ragazzi di Bassano del Grappa, che hanno realizzato una bellissima pubblicazione: “Coinvolti di diritto”. Con loro ci siamo lasciati con l’impegno di incontrarci nuovamente a Bologna per scambiarci esperienze e informazioni. E poi ho apprezzato molto la possibilità di incontrare, oltre alle istituzioni e ai professionisti, anche le famiglie affidatarie e i loro figli. È stato uno scambio molto interessante.

Quali prospettive secondo te emergono anche per Agevolando in futuro?
Credo che il tema della partecipazione e dell’ascolto attivo dei ragazzi coinvolti nei percorsi di cura sia proprio l’emblema di Agevolando. Da questo punto di vista la nostra associazione può ancora crescere, possiamo sempre più far sentire la nostra voce e far valere i nostri diritti perché sempre più i ragazzi siano i veri protagonisti del proprio progetto di vita e della propria storia.

Silvia Sanchini

Su questi temi una delle ragazze di Agevolando è stata intervistata anche per il portale del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza:
http://www.minori.it/minori/ascolto-e-partecipazione-il-punto-di-vista-dei-ragazzi-in-comunita

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