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Comunicato stampa – “La recidiva dell’accoglienza è un problema per molte giovani”

Molte le giovani madri accolte con bambino in comunità provenienti da precedenti esperienze di accoglienza “fuori famiglia

donnaincintaIn occasione della Settimana del Diritto alla Famiglia promossa da Federazione Progetto Famiglia, Editrice Punto Famiglia e Fraternità di Emmaus in concomitanza con la Giornata Internazionale della Famiglia indetta dall’ONU (15 Maggio), l’Associazione Agevolando da anni impegnata sul tema dell’accompagnamento all’autonomia di giovani in uscita da percorsi di tutela mette in evidenza un dato preoccupante: una significativa percentuale di madri accolte nelle comunità mamma/bambino provengono da precedenti esperienze di accoglienza in comunità o casa famiglia durante la minore età.

I dati elaborati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Autorità Nazionale Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ci dicono essere circa 3000 i minorenni in Italia accolti insieme alla madre in comunità, sull’ordine delle migliaia quindi le mamme accolte in tali strutture.

I dati da noi raccolti attraverso un sondaggio che ha viste coinvolte 18 comunità per mamma con bambino distribuite equamente tra Nord, Centro e Sud Italia ci dicono che il 25% al sud, il 15% al centro e il 5% al nord delle mamme accolte in comunità mamma/bambino erano state in accoglienza durante la minore età. Circa una donna su 6 tra quelle accolte in tali contesti protetti nel nostro Paese ha vissuto in accoglienza eterofamiliare quando era minorenne.

Il dato è allarmante perché ancora una volta mette in luce la carente capacità del nostro Paese di favorire adeguati percorsi di cura ed emancipazione: insufficienti sono le pratiche di accompagnamento all’autonomia con un neo-abbandono nella fase di uscita e/o ritorni prematuri nel contesto familiare di origine, spesso ancora molto compromesso; carenti sono i processi di rielaborazione della propria storia, dei traumi e degli abusi subiti. Queste donne non vengono sufficientemente sostenute durante l’accoglienza nel processo di presa di coscienza dell’inadeguatezza della loro madre e dell’assenza di un padre.

Afferma Federico Zullo, Presidente di Agevolando: “È necessario favorire nelle comunità e nei percorsi di affidamento familiare la promozione di percorsi di autonomia fin dall’ingresso in adolescenza e garantire efficaci percorsi psicoterapeutici di rielaborazione della propria storia affinché l’uscita sia dettata dall’avvenuto raggiungimento di tali esiti e non da altre logiche, spesso di tipo economico.

Allo stesso modo occorre garantire relazioni di prossimità che possano fungere da riferimento per tali giovani anche dopo l’uscita e programmare e facilitare efficaci percorsi di inserimento lavorativo e di sostenibilità abitativa per tutti loro. E su questo le istituzioni e i servizi non possono esimersi”.

Questi dati sono stati presentati in maniera dettagliata oggi , venerdì 20 maggio, a Pompei nell’ambito del Convegno Nazionale di studi: “Madri sole. Inclusione, accoglienza e accompagnamento all’autonomia dei nuclei madre-bambino” (si veda www.settimanafamiglia.it).

Un approfondimento sul tema è presente inoltre nell’articolo di Federico Zullo: “Accompagnamento all’autonomia delle neomaggiorenni in uscita” pubblicato sul “Forum Affido”: http://bit.ly/1OD9AzY.

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