BlogNapoli

Napoli: a che punto siamo?

“Napoli è una città che brulica di vita e di storia, ha avuto un passato grandioso e ha energie non solo per partecipare a un futuro, ma anche per precederlo”.
(Erri De Luca)

Questo brulicare di vita e di storia, di energia e desiderio di futuro è la sensazione che ci portiamo a casa ogni volta che visitiamo Napoli.
In questi mesi, infatti, l’Associazione Agevolando ha cominciato un percorso nella città partenopea che sta portando i primi frutti, nonostante le tematiche complesse con cui ci confrontiamo e il momento attuale di contrazione delle risorse, ancor di più in campo sociale.

Da dove siamo partiti?
Ce lo facciamo raccontare da Angelica Viola, presidente della Cooperativa L’Orsa Maggiore di Napoli:
“Siamo partiti con un gruppo di ragazzi, giovani ex ospiti di comunità di accoglienza o provenienti da percorsi di affidamento familiare, e da alcuni soggetti del mondo della cooperazione e dell’associazionismo campano: Orsa Maggiore, Irene, Etica.Tre cooperative che avevano in comune l’adesione al Cismai e uno storico impegno nei confronti dei giovani più vulnerabili.Nell’ambito di queste realtà un gruppo di educatori e operatori da anni cercavarisposte per quel vuoto che purtroppo esiste per i ragazzi provenienti da esperienze “fuori famiglia” dopo la maggiore età.
Da tempo guardavamo con interesse al fermento smosso da Agevolando su queste tematiche e volevamo capire come fosse possibile riportarlo anche nel nostro territorio. Grazie alla disponibilità di Federico, Diletta, Jennifer, Jenny, Nasim e Michel che sono più volte venuti in visita a Napoli abbiamo innanzitutto cercato di confrontare le istanze locali con quelle di Agevolando e abbiamo individuato tre ambiti di intervento possibili: casa, lavoro, socialità.
I primi frutti sono stati la possibilità per i ragazzi ex ospiti di conoscersi, confrontarsi, ascoltare la testimonianza di Federico e altri giovani che avevano vissuto esperienze simili alla loro.
Poco alla volta, soprattutto grazie all’entusiasmo che ci ha trasmesso l’associazione, abbiamo sentito la necessità di farci conoscere nel territorio e avviare una prima raccolta fondi per finanziare le nostre attività a livello locale con un
evento che abbiamo realizzato lo scorso 8 Novembre.
Ora vogliamo iniziare a presentare le attività di Agevolando nelle altre comunità del territorio per coinvolgere nuovi giovani”.

In pochi mesi già numerose le attività realizzate a Napoli, come ci spiega Raffaella Montuori: il primo step del nostro gruppo è stato la realizzazione dell’evento dell’8 novembre. Per noi è stata anche l’occasione per iniziare a capire meglio cosa sia Agevolando e per iniziare a conoscerci come gruppo. Abbiamo infatti lavorato insieme in tutte le fasi che ci hanno portato all’evento di Agendo si vola, che si è trattato di un’opportunità importante di raccolta fondi per avviare le attività della nascente Agevolando Napoli e per un primo lancio pubblico.
agevolando napoli Io e Annamaria abbiamo quindi partecipato all’assemblea straordinaria dei soci di Agevolando che si è tenuta il 12 dicembre a Bologna. Siamo rimaste molto colpite da ciò che abbiamo visto: abbiamo conosciuto ragazzi attualmente accolti in comunità di accoglienza ed ex ospiti, alcuni con storie molto simili alla nostra, altri con storie molto diverse, ad esempio numerosi minori stranieri non accompagnati.
 Inoltre abbiamo partecipato ai lavori per l’avvio del Care Leavers network dell’Emilia Romagna, un’esperienza unica nel panorama italiano. Si tratta di un gruppo di ragazzi in procinto di lasciare o recentemente usciti dal sistema di tutela che si è dato come primo obiettivo quello di costruire delle raccomandazioni per sostenere i percorsi di autonomia di altri care leavers.
L’importanza di partecipare a eventi di questo tipo è legata alla possibilità di incontrare ragazzi che vivono situazioni simili alla nostra e che ci aiutano a sentirci parte di un gruppo più grande da cui poter anche prendere spunto.
Il passo successivo è stato quello di iniziare la sensibilizzazione sul territorio napoletano partecipando all’evento che ha promosso il manifesto #5buoneragioni. Il contributo che noi abbiamo dato è stato quello della nostra testimonianza rispetto al perché per noi è importante costruire Agevolando nella nostra città e portare il nostro punto di vista quali ragazzi che hanno vissuto sulla propria pelle un percorso fuori famiglia.
L’incontro con la nostra città significa per noi anche poter incontrare i ragazzi attualmente ospiti di comunità di accoglienza. Abbiamo sino ad ora incontrato due comunità ma abbiamo in progetto di incontrarne molte altre da qui ai prossimi mesi.
Un altro momento fondamentale è arrivato lo scorso 7 Marzo nell’incontro con Roberta Gaeta, Assessore al welfare del Comune di Napoli. Con lei ci siamo incontrati per condividere il nostro progetto e per poter pensare insieme anche delle azioni future. Abbiamo deciso di organizzare degli incontri con operatori del sociale che si occupano di tutela minori in senso ampio (educatori, assistenti sociali, psicologi etc.). l’obiettivo di tali incontri sarà quello di promuovere un confronto rispetto al tema dei neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela per poter poi costruire insieme delle azioni progettuali. Agevolando non si vuole porre come il risolutore dei problemi, ma vorrebbe porsi come catalizzatore di domande.

In sintesi possiamo dire che in questa prima fase ci siamo soprattutto concentrati sulla raccolta delle istanze e dei bisogni in rapporto alla realtà del territorio napoletano per capire come coinvolgerlo e quali progettualità possano essere compatibili con questa realtà.

E ora cosa ci aspetta?
Ci teniamo subito a fugare il campo da ogni dubbio: Agevolando non è la risposta a tutti i bisogni dei neomaggiorenni italiani o, in questo caso, napoletani. Non abbiamo risposte preconfezionate o valide per tutti.
Siamo una realtà giovane, dinamica, in continua evoluzione.
Se da un lato il nostro impegno è rivolto ad offrire risposte a bisogni concreti (casa, lavoro, inserimento sociale, autonomia…) dall’altro lato fondamentale è anche l’aspetto della partecipazione, del protagonismo, del coinvolgimento attivo dei ragazzi e del territorio.
Il prossimo passo sarà la formalizzazione ufficiale della sede di Agevolando Napoli: l’appuntamento è il 28 Marzo a Bologna nell’ambito dell’assemblea nazionale dei soci. Un’occasione per confrontarsi anche con le altre sedi dell’associazione e con altri operatori, volontari e ragazzi impegnati nella nostra realtà.
Dopo questo passaggio formale (ma importante) l’obiettivo sarà quello di mettere ancora più a fuoco le attività che si intendono realizzare a Napoli a partire dalle risorse che oggi è possibile mettere in campo. Si tratta di attività che richiedono il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti e tempi lunghi di attuazione. Solo così sarà possibile mettere in atto servizi e possibili interventi efficaci e che non si risolvano in una bolla di sapone.
Certo dobbiamo fare i conti con istanze complesse che ancora non trovano risposte nella città di Napoli e in gran parte d’Italia. Temi come la ricerca di casa e di lavoro sono poi ancora più drammatici nelle regioni del Sud Italia.
Agevolando è un’opportunità – non la panacea di tutti i mali – e come tale va vissuta e interpretata.
Non può essere neppure un’esperienza calata dall’alto. Ma dobbiamo costruirla insieme.

Quindi, i prossimi passi:

  • Continuare ad incontrare i ragazzi ospiti in comunità di accoglienza del territorio
  • Promuovere degli incontri con operatori del sociale per ascoltare e poi proporre azioni progettuali
  • Partecipare all’assemblea dei soci di Agevolando del 28 marzo a Bologna in cui formalizzeremo la nostra sede
  • Organizzare un evento pubblico a fine giugno

Un pensiero su “Napoli: a che punto siamo?

  1. Era ora che qualcuno capisse che a parlare dovevano essere proprio loro i ragazzi delle comunità,non abbiamo fatto altro che parlare di loro, che servirci delle loro storie per raccontare un racconto di vita che apparteneva solo a loro e a noi, certo perchè eravamo capaci piu di loro raccontare,no eravamo solo convinti che loro erano i nostri ragazzi e che noi senza chiedere potevamo parlarne,BRAVI mi viene di dirvi BRAVI perchè vi siete accorti che anche loro avevano qualcosa da dirci … non mai troppo tardi,BRAVI E u AUGURIO per il vostro difficile viaggi…(una dirigente di case famiglia che nel 2003 ascoltando i ragazzi/e con e per loro diede vita all’ASS,” Dopo il Silenzio” presidente e soci i ragazzi delle Case Famiglia “SOS Adolescenza”)buon lavoro

Rispondi a Amelia Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *